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Sta giungendo al termine anche questa avventura, un altro anno di vita è stato riempito di emozioni, scoperte, connessioni, esperienze... il tempo delle volte scorre così veloce che ti senti a malapena partecipe del momento che stai vivendo, costringendoti solo in un secondo tempo a soffermarti per realizzare tutte le cose che ti sono successe e che da un momento all’altro sono entrate nella tua memoria. Scrivere questo articolo non è stato facile, lo confesso, perché mi ha fatto riflettere per la prima volta su cosa è stato questo ESC per me. Fino ad ora l’ho sempre e solo vissuto. È difficile cercare di capire quando ancora ti senti così connesso a questo mondo che solo ora realizzi sarà presto solo un ricordo. Ma forse questa è la visione più pessimistica, quella che meno vorrei seguire, perché vorrebbe dire porre sotto una teca di cristallo tutti quei momenti, persone e riflessioni che in qualche modo hanno rappresentato e fatto parte della mia vita fino ad ora e che hanno rappresentato tanta parte del percorso che mi porterà chissà dove, ma che allo stesso tempo non sarebbe stato lo stesso senza ogni singolo momento vissuto. E allora teniamo sempre vivi i nostri ricordi per non dimenticare e per non smettere mai di apprendere da essi. In quest’anno sono senz’altro successe tante cose ma quelle che di sicuro mi hanno più arricchito sono: il sentimento europeo che solo un'opportunità del genere ti può dare, la lontananza che meglio ti fa apprezzare le tue origini, la vicinanza col prossimo che ti fa capire e sentire parte di una società, la voglia di iniziare qualcosa senza paura di come andrà a finire, l’importanza del dialogo per capire e non arrendersi mia all’indifferenza, la speranza di essere parte di un cambiamento che ci darà un futuro migliore e, infine, forse una questione ancora più personale, ho appreso l’importanza e la forza di combattere per i propri ideali. E allora, come ad ogni finale di ogni gran commedia non posso che ringraziare tutto e tutti, tutti i momenti vissuti, tutte le difficoltà attraversate, tutti i passi percorsi, tutte le strade attraversate e tutte quelle che invece ho ignorato, un grazie alle persone, a quelle belle, a quelle brutte, a quelle amiche e a quelle antipatiche, a tutti che coloro sono riusciti anche solo con un ‘buongiorno” ad entrare nella mia esistenza e a tutti coloro che aspettano ancora il loro turno nei prossimi capitoli, un grazie a chi mi ha dato un aiuto e un più grande grazie a chi mi ha messo in difficoltà facendomi crescere, un ringraziamento speciale a tutte le persone che hanno fatto uno sforzo per sopportarmi e a tutte quelle che mi hanno dato affetto, dispiacendomi se non sono riuscito a dare indietro tutto quello che ho ricevuto, e tanti, tanti altri grazie, grazie per avermi dato un periodo magico della mia vita che ricorderò per sempre con affetto.
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Ciao a tutti, sono Aurora e sono appena tornata dopo un anno a Cipro di European Solidarity Corps con YEU Cyprus.
Il mio progetto si chiamava Learning League e comprendeva creare un'iniziativa personale con educazione non formale, però abbiamo anche supportato la mia organizzazione con vari eventi. In questo anno meraviglioso ho visto tante parti di me stessa che non conoscevo, mi sono spaventata all’inizio ma era una cosa totalmente normale perché non mi ero mai vista così contenta. Ho vissuto con altre 5 persone meravigliose, ho visto posti che ti fanno domandare “è vero o sto sognando?” Ho conosciuto persone meravigliose che abitano lì da anni o sono Ciprioti; mi hanno raccontato della cultura, fatto provare cibi e fatto vedere tanti posti. Riguardo al mio progetto ho imparato tantissime cose, ho partecipato ad un congresso con le due parti di Cipro dove discutevamo dei problemi, ho partecipato ad un festival “Up To Youth”, ad un “Refugee Fest” dove abbiamo accolto dei bambini e gli abbiamo fatto colorare dei pannelli di carta. Ho partecipato anche alle iniziative di altri volontari o dei miei coinquilini. In questo anno mi sono sentita, completa, sento di aver dato una mano a una piccola comunità. Cipro è un isola meravigliosa, purtroppo ancora sottovalutata. Infatti ho deciso di rimanerci perché mi sento me stessa. Se avete la possibilità di fare un progetto e di andare all’estero anche per poco non pensateci due volte, perché io non sono più la persona di prima. Grazie mille. Sono stati nove mesi pieni zeppi di esperienze, emozioni, condivisione. Non so se posso essere capace di descrivere cosa sia successo in questo tempo trascorso a Lisbona, al momento sono certa solo dell’impatto emotivo che la città, le persone, i viaggi hanno avuto su di me. Sono partita dall’Italia con una buona dose di paura e aspettative, le quali si sono rivelate ben al di sotto della realtà. Mi ero posta degli obiettivi, tra cui imparare l’inglese, viaggiare il più possibile, conoscere nuovi amici, ma ciò che è successo è stato nettamente superiore. Non soltanto si è realizzato tutto ciò che speravo, ma ho capito quanto le persone possano essere ispirazioni e punti di riferimento anche se le conosci da poco tempo, quanto la natura sia stimolo e amica, quanto facile possa essere fidarti degli altri. Si è creato un vero e proprio clima familiare a cui sarò per sempre grata e legata da profondo affetto. Spero che questa sia solo la prima di tante esperienze.
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