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EVS in Poland? Why not?

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È proprio vero che le cose migliori accadono quando meno te lo aspetti!

Nove mesi fa ero a casa annoiata e sconsolata perché niente di nuovo accadeva o era in procinto di accadere. Una sera, decisi di fare qualcosa per movimentare il mio futuro: iniziai a cerca qualche esperienza di tipo lavorativo o di volontariato all’estero in quanto la mia idea fissa era di migliorare soprattutto l’uso della lingua inglese. Inizio a cercare possibilità di tirocini o veri lavori all’estero, au pair e ovviamente continuo a candidarmi per progetti EVS come già da un annetto stavo facendo. Dopo quella sera qualcosa iniziò a muoversi e verso fine febbraio feci un colloquio con una famiglia inglese per un lavoro come au pair in UK e praticamente entro 2 settimane da quel colloquio sarei dovuta essere in UK. E perché vi sto scrivendo dalla Polonia? Perché nel giro di un giorno tutto è cambiato: ricevo una mail da YOU NET ( sending organization) che mi contatta per aver conferma dell’interesse per un EVS in Slovenia per il quale avevo fatto richiesta di partecipazione; dopo due giorni mi dicono che non sono stata accettata dall’organizazzione ospitante e la delusione c’è, ma… il mio sesto senso mi dice di attendere qualche ora prima di ricontattare la famiglia inglese per accettare definitivamente il lavoro come au pair. Dopo 2 ore ricevo un’altra mail da YOU NET che mi informa di un progetto in POLONIA…Polonia? Dov’è? Cos’è? Beh, comunque leggo tutte le informazioni necessarie e penso che sia un ottimo progetto quindi preparo tutti i documenti e li mando all’organizzazione. Il giorno successivo ricevo risposta dall’hosting organization che mi fissa un colloquio via skype per il giorno dopo; il terrore per il colloquio in inglese è misto alla felicità per questa opportunità che mi viene proposta, ma ancora non è detta l’ultima parola. Passa il colloquio, passano 2 giorni di silenzio e le speranze si affievoliscono; ricomincio a guardare i voli per Londra perché convinta di ricevere l’ennesimo rifiuto e invece….alle 18 di venerdì 26 febbraio 2016 spunta una mail sulla mia casella di posta elettronica con il titolo: CONGRATULATIONS, YOU ARE OUR NEW VOLUNTEER!! WE ARE WAITING YOU!

Da quel giorno tutto è cambiato: le paure iniziali fondate soprattutto sulla poca conoscenza della Polonia e sull’incertezza che ogni esperienza porta con sè, si sono trasformate in una delle più belle “avventure” che mi siano capitate anzi, la più bella finora!

L’impatto iniziale con la Polonia non è stato troppo traumatico come pensavo; certamente un minimo tempo di adattamento è necessario, ma posso dire che nel giro di una settimana e mezza ho iniziato ad “ingranare”. Ho vissuto per un periodo in un appartamento misto in quanto c’erano sia volontari sia altri ragazzi polacchi per lo più lavoratori. Dopo la prima settimana ho iniziato a integrarmi anche con i coinquilini polacchi e a partecipare alle loro serate ( i polacchi non sono poi così chiusi come pensiamo, anzi, e il miglior veicolo per socializzare indovinate qual è??? ).

In ufficio il clima è disteso e cordiale, quasi familiare. Tutti sono disponibili e pronti ad aiutarti e dopo circa due settimane iniziai a capire bene le diverse attività che avrei dovuto svolgere. La “mia” fondazione si occupa di molte attività e noi volontari siamo sempre attivi in diversi settori: educativo, ricreativo e culturale in particolar modo.

Dopo nove mesi qui posso dire di non aver più paura di parlare in pubblico e in un’altra lingua in quanto una delle maggiori attività che svolgiamo è quella relativa alle presentazioni culturali: praticamente andiamo dagli asili fino alle università a presentare le nostre adorate Nazioni agli studenti polacchi. Ovviamente adattiamo gli argomenti in base all’età degli studenti ed è per questo che ormai conosciamo molti giochi e attività ricreative utilissime se si deve trascorrere molto tempo con i ragazzi (soprattutto più piccoli). Con la fondazione organizziamo anche flashmob ed eventi legati a importanti giornate internazionali; durante questi eventi organizziamo presentazioni, workshop, balli, energizers ecc. La fondazione spinge poi tutti i volontari ad esprimere se stessi attraverso laboratori settimanali o mensili che siano connessi con le nostre passioni: io, per esempio, ho tenuto un workshop mensile sulla storia dell’arte, uno settimanale legato alla creatività manuale/artigianale e un altro evento connesso alla mia passione per l’hennè e le erbe ayurvediche. Per preparare questi workshops ho sì sfruttato le mie conoscenze pregresse, ma ho anche acquisito nuove capacità (per esempio ho iniziato ad usare photoshop, perché ho dovuto creare personalmente il poster per i miei eventi).

Ora che si avvicina la fine inizio ad essere triste perché qui veramente mi sento a casa, paradossalmente non mi manca più di tanto l’Italia e molte persone qui rimangono sconcertate quando dico che vorrei rimanere in Polonia (loro hanno una venerazione per Italia e Spagna e per loro è inconcepibile che si possa preferire un paese freddo come la Polonia).

Per concludere posso dire che questa esperienza è veramente entusiasmante e formativa; penso sia utilissima per tutti i ragazzi che vogliano mettersi alla prova a 360°. Sicuramente la consiglierò a chiunque mi chieda se sia il caso o meno di fare un progetto EVS….e parlerò benissimo della Polonia, paese poco conosciuto, ma bellissimo!!

Do zobaczenia,

Valeria Cario

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