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Elena: SVE a Lipsia in una scuola Steineriana

Immagino che vi chiederete per quale motivo abbia scelto proprio questo progetto SVE e non un altro. Io purtroppo non riesco a darvi una risposta precisa. L’ho fatto semplicemente di getto, senza sapere in quale zona nella Germania si trovasse esattamente Lipsia e in che modo sarei arrivata fino a là, senza nessuna idea di che cosa fosse una scuola Steineriana, ma con tanta voglia di rimettere in moto la lingua tedesca che avevo studiato all’università e di lavorare con i bambini. Sul sito del Servizio Volontario Europeo, il mio progetto portava la dicitura “Partenza immediata”, ma io ho risposto con tanta calma dopo una settimana che era uscito e con una sola certezza, cioè che non mi avrebbero mai chiamata. Le mie ultime frasi famose sono state: “Perché dovrebbero chiamare proprio me?” e “Tanto non mi chiameranno mai…” .

La settimana successiva mi è arrivata una mail misteriosa dalla mia futura hosting organisation, che diceva semplicemente: “Puoi cominciare il primo di novembre prossimo. Accetti?”. Naturalmente, ho risposto di sì! E mi sono preparata per partire per questa nuova avventura lipsiense.

reportIl 3 novembre è stato il mio primo giorno di lavoro e mi sono recata alla scuola insieme a alla responsabile della mia hosting organisation. Le mie prime impressioni sono state principalmente di stupore, anche perché la scuola non aveva nulla a che fare con l’idea di scuola che avevo in mente. Non c’era, infatti, un solo edificio, ma tre casette di colori diversi, all’interno di un giardino alberato recintato da uno steccato di legno. Sinceramente, la prima cosa che ho pensato quando sono entrata è stata “E’un villaggio incantato!”, ma non lo era, era soltanto una scuola.  Ogni casetta è divisa in due parti, ognuna delle quali ospita una classe. Ogni classe ha una propria Klasse, aula, in cui di mattina si svolgono le lezioni insieme agli insegnati, e un proprio Hort, rifugio, nel quale i bambini mangiano, dormono e giocano insieme agli educatori di pomeriggio.

Dopo essere rimasta positivamente colpita dalla struttura della scuola, mi è stato presentato il mio Tutor, che mi è parso fin da subito una persona gentile. E il mio intuito non mi ha ingannata, è tuttora molto gentile, come tutto il personale che ho conosciuto durante questi primi mesi di lavoro. La lingua? Naturalmente a scuola si parla solo tedesco. Anche se è la lingua che ho studiato all’università, durante la prima settimana avevo l’impressione che le persone che incontravo parlassero sempre troppo velocemente. Di settimana in settimana però hanno rallentato sempre di più…oppure è il mio orecchio che si è abituato al tedesco?

Ops, quasi mi dimenticavo di dirvi in che cosa consiste il mio lavoro a scuola. Il primo mese è stato un po’ misterioso, ho girato un po’ per tutte le classi, ero senza fissa dimora. Da tre mesi a questa parte, invece, sto lavorando con grande gioia con i bambini, con gli insegnanti e con gli educatori della classe prima. In genere la mia giornata tipo comincia prima delle 8 nella cucina della quinta classe, in cui preparo, insieme ad una decina di bambini, le merende. In genere, poi, trascorro il resto della mattina nell’aula della prima in cui, durante la lezione, mi occupo di alcuni bambini “difficili” e faccio esperienza del metodo di insegnamento. All’ora di pranzo, mi sposto insieme ai bambini nello Hort, in cui trascorro il pomeriggio fra impasti, attività varie e tanti lavoretti con la carta (mi potete chiamare anche “Origamifrau”, la signora degli origami), che in genere organizzo insieme agli educatori.

Come al solito mi sono dilungata troppo…concedetemi soltanto un’ultima frase conclusiva, per esprimere tutta la gioia che sto provando ad essere qui: “Sono davvero sono molto felice di aver scelto questo SVE che, finora, è un’esperienza molto arricchente, che mi sta dando grandi soddisfazioni”.