Daniela Cerri: visita studio in Romania per progetto con le scuole

Visita Studio in Romania

RomaniaNel Maggio del 2013 ho partecipato ad una Visita Studio dal titolo “Increasing attractiveness of VET through Leonardo da Vinci mobility” a Brasov, in Romania. La mobilità Leonardo da Vinci è una mobilità transnazionale che consiste nella possibilità, da parte di studenti, inseriti in un percorso educativo e formativo, di svolgere un periodo di stage all’estero.

La visita studio è una delle azioni previste dal progetto europeo Comenius, rivolta ai decision-makers del settore istruzione e formazione.

Partecipare ad un viaggio studio richiede una preparazione che consiste nella preparazione di due presentazioni, una legata al sistema scolastico di appartenenza e una legata al tema, oggetto della visita studio. Per quanto riguarda la mia esperienza, il piccolo contributo personale è stato ampiamente ripagato con la nutrita offerta proposta dall’Istituto ospitante.

Il programma è stato veramente ricco d’incontri con enti e realtà locali. Sono entrata in contatto, oltre che con la realtà dell’Istituto ospitante, con altre due scuole, un’agenzia metropolitana e un centro di disoccupazione, paragonabile ad un nostro Centro per l’Impiego. In ognuno di questi incontri sono state mostrate le innumerevoli sfaccettature delle mobilità LdV e le possibilità di applicazioni a contesti e destinatari differenti.

L’attività della Romania in termini di mobilità LdV sembra veramente molto prolifica. Tutte le parti coinvolte si dimostrano particolarmente convinte dell’importanza dell’europeizzazione e dimostrano apertura e competenza nell’ambito della progettazione europea.

Dal mio punto di vista l’Italia ha un forte bisogno di rinnovarsi, non tanto nel “saper fare”, quanto nel “modo di fare” e nel “modo di sentire”. Ha bisogno di aprirsi, arricchendosi di differenze, scambiando i saperi della propria cultura con saperi di altre culture. Questo contaminarsi ossigena i pensieri e sollecita idee nuove.  Ci sono a mio parere ancora spazi incontaminati di crescita professionale che si possono scoprire solo allargando i propri orizzonti, i propri confini mentali. Il valore aggiunto di questo tipo di attività di formazione sta proprio nella sua accezione europea. La crescita professionale deve essere europea, perché questa è la dimensione reale del momento storico che viviamo.

Sto lavorando affinché l’esperienza della visita studio avesse una ricaduta, nel mio Istituto, durante la seconda parte di questo anno scolastico. Il giorno stesso del ritorno dalla visita studio, presa dall’entusiasmo trasmesso dai colleghi rumeni e più sicura rispetto alle condizioni della mobilità LdV-IVT (tirocinio transnazionale per persone in formazione professionale iniziale), ho contattato per e-mail un imprenditore italiano che ha aperto un’azienda in Romania. Nel giro di due giorni ho ricevuto la sua disponibilità a diventare partner del mio Istituto e mi ha messo in contatto con altre aziende del luogo.

Vorrei quindi far partecipare la mia scuola alla prossima scadenza LdV di febbraio 2014.

L’Istituto che rappresento, l’IPS “Aldrovandi Rubbiani” di Bologna, è un istituto professionale, per cui il tema dell’alternanza scuola-lavoro è particolarmente attuale e in cerca di una sua più precisa definizione. La possibilità di offrire agli studenti uno stage transnazionale, attraverso la mobilità LdV, rappresenta un grande obiettivo che vorrei far raggiungere alla mia scuola, perché ritengo che rappresenti un inestimabile valore aggiunto al curricolo di studi.

A questo proposito un tema molto interessante ma purtroppo appena sfiorato durante i lavori del viaggio studio, è stato il sistema di valutazione della formazione professionale e dei tirocini, ECVET, che riguarda la trasferibilità delle competenze acquisite in maniera informale o non-formale in un paese straniero.

Vorrei approfittare di questo spazio di parola per sollecitare un approfondimento e un confronto sulla valutazione e sul riconoscimento dei periodi di mobilità degli studenti.

 

Daniela Cerri